mercoledì, novembre 10, 2010

La città interiore

Sapore di vetro scuro, nero fumo, la notte.
Zaffiro, indaco di Persia...come tutti i cieli che non ho vissuto
con te
Come tutte le notti che nessuno descriverà mai.
Eppure ti racconterei
ogni volta come fosse l'ultima
le storie dei sassi
Gli antichi racconti dei vecchi salici
Verde irlandese, terra di Siena.
E ti canterei
le melodie delle dune d'oriente,
racchiuse nel profondo dei sogni
di chi ha visto la morte.
Ti descriverei i colori proibiti
dipinti sull'altro lato dell'arcobaleno
aspettando
che venga il giorno
A portare via il rosso corallo
dalle mie labbra
Il pervinca
dai miei occhi
A portarti via da me

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